mercoledì 8 giugno 2011

Un mio scritto di tempo fa.

Senza titolo.
La luce entrava leggera dalla piccola fessura,io dentro,leggevo.
Leggevo di campi di bruno e cieli di rugiada,il solo rumore del pozzo percepivo...
Ah si,ricordo l'odore inebriante dell'aceto che riposava nelle piccole botti.
Mi chiesi "sono sola" ?
Ma ecco un sibilo che richiamò la mia attenzione,la grossa teiera bruciacchiata dal tempo mi annunciava l'acqua bollente.
Preparai la mia tisana e mi lasciai trasportare...
Feci un passo avanti verso la finestra e associai il forte e intenso sapore di frutto di bosco che dolcemente allietava i miei sensi ai piccoli fiori nascenti di una pianta ancora a me sconosciuta,attraente e seducente.
Ancora immersa in questa diatesi di piacere scorsi avvicinarsi nel vialetto di casa,tra le basse siepi di biancospino e i colori sgargianti  delle molteplici primule in fiore,un auto scura con a bordo una donna.
Con ancora la tazza fumante e le mani tiepide mi diressi oltre la porta d'ingresso.
Si proprio li in veranda,in quella veranda,mia compagna di lunghi discorsi d'oltre mare.
Il legno impregnato di ostacoli superati e vecchi ricordi.
Scese.Si diresse verso di me con sguardo fisso e deciso.Si fermò.
Chi è colei che ignota si presenta ai mie occhi,pensai.
Ma un lungo brivido mi corse dietro la schiena.
Mi meravigliai di come con un solo passo deciso si avvicinò,mi strinse forte i fianchi e senza tanti convenevoli,mi baciò.
Un attimo,un secondo di trasporto totale colmò ogni mia assenza.
Si fermò.Forse per assaporare il mio ancor dolce sapor di sottobosco.
Osservai il profando verde dei suoi occhi e mi persi.
Quando ritornai,lei era già in me.
Mi aveva tolto tutta la forza e mi cadde la tazza dalle mani,proprio tra noi due.
Mi fissò ed io disarmata mi lasciai cadere sulle due scalette della veranda.
Da quel momento in poi tutto fù più sciolto.
I movimenti,gli sguardi e gli sfioramenti furono così naturali che sembrava tutto pensato,tutto già vissuto.Dejavù.
No.Non lo era.
Oddio pensai,che sto facendo?
Dove mi sto spingendo con questa misteriosa donna.
Lei fermò il suo respiro come mi avesse sentito,mi guardò e mi disse...
Lasciati guiudare,non temere,tutto può succedere.
Mi lasciai guidare.La sua pelle dorata emanava un certo e intenso odore di selvatico.
Un immenso trasporto ci unì.
Lei,forse già colma di esperienza,intuì la mia paura.
Passò subito dopo che docemente mi sussurrò all'orecchio teso alla sua parola,non ti conosco ma se chiudo gli occhi ti sento,se tendo una mano posso sentire il tuo respiro,se ti guardo dritto negl'occhi il battito del tuo cuore entra in me.Non ti conosco,eppure siamo già dentro nel profondo l'una all'altra.
La passione,il fuoco,il rosso presero il sopravvento.
Il nostro respiro aumentò e si fece affannoso e uno straordinario piacere si espanse intorno a noi.
Mi accarezzò il viso e portò le sue dita,mentre proprio le nostre lingue insaziabili si dimenavano,sulle mie labbra.
Quel gesto distrusse ogni mia certezza.Non ero più Io,o finalmente ero la parte migliore di me.
Il cielo decise di bagnarci,uno scroscio di pioggia ci fece aumentare quella voglia di ucciderci.
Tuoni,lampi,fulmini fuori e dentro di noi.
Incredibilmente sature di piacere ci denudammo e li,in quel momento,su quelle scale familiari,e sotto quella pioggia incessante mi sentii donna davvero per la prima volta in vita mia.
Ospite la potrai in casa e,ancora impregnate di quel quasi sdolcinato odore di noi,volle qualcosa che io non riuscivo a realizzare.
Tagliami,mi sussurrò.
Io la graffiai,ma forse non contenta,forse insoddisfatta della mia forza,mi chiese di farla sanguinare.
Cercavo e ricercavo un motivo,la fissai,la osservai,la guardai forse davvero per la prima volta da quando era li.
Chi sei?. Le chiesi.
Mi persi,forse non mi sentivo davvero in grado di soddisfarla,ma la sua mano raggiunse di nuovo il mio fulcro.Svenni.
Quando mi ripresi ero sola nella stanza.
Turbini di pensieri,bugie,emozioni,e sensazioni erano in me come il giallo nella primavera.
Ero stesa sul pavimento con un cuscino sotto la testa e una coperta sul mio corpo nudo.
Squarcio di luce soffice come una nuvola illuminata in controluce.
Uno schicchiolio e mi apparse davanti.
Ancora lei,li con me.Non se ne era andata.
La sentii familiare,come se fosse sempre stata con me.Come se il suo odore fosse la colonna sensoriale della mia vita.
Davanti a me completamente nuda.
Si sfiorò i capelli con un gesto degno di una regina,ma poi si infilo un dito in bocca.
Quella bocca che avevo ben assaporato.
Wow.Pensai.
Decisamente imponente,era cosi decisa nei movimenti,cosi forte sessualmente che avevo quasi timore a muovermi.
Presi coraggio e scostai leggermente la coperta,che mi copriva,solo quel poco per far affiorare il mio seno.
Il mio impaziente piacere era come se richiamasse il suo sguardo.
Non smetteva di guardarmi e di toccarsi.
Non volevo perdermi di nuovo,volevo rimanere lucida questa volta.
Ma non ce la feci.Il trasporto era cosi travolgente che mi incomincia a sfiorare a mia volta.
Travolte e inebriate da questo tripudio di passione ce ne stavamo li,bagnate a masturbarci,fissandoci.
Non mi è mai successo.Le dissi con voce fioca e smorzata dall eccitazione.
Chi sei?.Le chiesi ancora una volta.Non rispose.
Donna misteriosa dai capelli dorati,aveva denti bianchissimi,invidiabili.
Fece un passo avanti e con fare deciso mi allargo le gambe.
Posò la sua mano e le sue dita,bagnate del suo nattare,sul mio ginocchio,si abbassò fino a stendersi su di me,all'altezza del mio ventre.
La sua dolce e vellutata pelle e le sensazioni erano da capogiro.
Amalitrice di povere anime.
Sembrava così prepotente,ma sapeva benissimo cosa fare e come farlo.
Mi baciò appassionatamente.
Stava facendo l'amore con il mio ombelico.La presa forte che aveva mi lasciava nel più nero oblio.
Sapeva bene cosa voleva e si prese tutto.
Abbandonata tra un trasporto potente e un indescivibile insicurezza.
La coscienza di ciò che accadeva e l'insicurezza furono incalzati da un veritiero e onesto subconscio.
No.Non la manderò vià.Non è questo quello che voglio.
Le presi la testa tra le mani mentre lei assaporava ogni parte di me e la tirai verso il mio petto.
Voglio guardarti.Le dissi.
Lei alzo gl'occhi.
Il suo sguardo era come quello di una pantera pronta ad attaccare e conquistare la sua preda.
Voglio morire mentre ti guardo godere,le dissi.
E lei mi rispose con voce sottile e dolce.
Oh leggero vento di passione,ruba questi nostri corpi e conducili nel tuo più profondo piacere.
Traghettatore di anime.Caronte dei sensi,uccidici d'amore.
I nostri corpi si ammalgamarono,la nostra pelle divenne un unico tappeto surriscaldato.
Mi teneva forte i polsi schiantati al suolo e si agitò,come un mare in tempesta,su di me.
La frenetica sintonia di respiri,suoni,mugolii di piacere stava inondando la casa.
Fù cosi tutto micidiale.
Stava venendo.Si accesero i verdi occhi,una luce li illuminò ed io godevo con lei.
La osservavo mentre l'apice di piacere la sterminava.
E poi ancora e ancora e ancora,finchè la notte stese il suo velo su di noi.
Rimani con me,le chiesi.E lei rimase.
L'indomani i passerotti erano un richiamo di serenità,una solare luce entrava dalla finestra socchiusa,il profumo della primavera riempiva le mie narici e l'insieme era una lode alla madre terra.
Lei era sul mio petto,silenziosa,dormiva.
Le accarezzai i capelli dorati e soffici,lisci come seta.
Chi sei,cosa sei venuta a cercare qui?
Sei forse il mio angelo liberatore?
La mia rivelazione?
Pensai ad alta voce.
Non riuscivo ad abituarmi al suo dolce odore,entrava in me come il profumo della pianta selvatica in giardino.
Lei era così.
Provocante,seducente e conquistatrice dei miei sensi.
Riuscivo a distinguere e assaporare ancora l'odore del suo succo sulle mie mani.
Dolce venere intrappolata nella morsa più invulnerabile.
Grande sole riscalda la sua pelle in modo che non senta freddo e non si svegli.
Mentre la scrutavo e baciavo la sua fronte la sfiorai come fiori d'arancio.
Unione di anime in un connubio primordiale.

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